La fiera e il business
Fin da quando ero piccolo ho vissuto la Fiera con piacere e orgoglio per i seguenti motivi:
- Cervere diventa l'ombelico del mondo per qualche giorno. Tutti ci guardano e noi ci facciamo belli
- Cervere si trova tutta in piazza, tutta sotto il padiglione, tutta a far festa, tutta unita nonostante tutto quel che c'è dietro (e che, mai definitivamente sopito, sta venendo a galla in questi giorni)
- Durante la cena del lunedì noi giuovani andavamo, anni e anni fa, sotto l'ala a fare le sgommate tra le foglie umide dei porri puliti e venduti. Ne uscivamo sporchi, puzzavamo da far spavento e il giorno dopo io avevo sempre la tosse. Ma era bellissimo, lo rifarei SUBITO.
Passano gli anni ed oggi quel che mi piace della fiera è quel profumo che si sente nell'aria (e finalmente lo si sente in questi ultimissimi giorni); mi piace passare sulla statale e vedere i venditori di porri seduti sul ciglio ad aspettare l'auto che si ferma e con fierezza si contamina il baule con un varie fascine: è terribilmente poetica la cosa; mi piace sapere che i venditori sono tutti uniti in un consorzio, che hanno un bel padiglione tutto per loro ove vendere al riparo dalla pioggia, che il porro è diventato un prodotto pregiato perchè lo merita e lo meritiamo; mi piace il lunedì della fiera, una festa paradossale che solo noi cerveresi saremmo in grado di portare avanti con tanta intensità.
So che questi piaceri personali sono condivisi da molte persone e chiunque potrà dire (senza paura di doversi sbilanciare "politicamente") cos'altro apprezza della fiera. Attenzione, però: in nessun modo questi piaceri sono direttamente correlabili con il business. Dunque il monito di Danilun ha ogni ragione di essere ascoltato.
Il Comune vuol trasformare tutto ciò in un business? Io non vedo ancora questo rischio, ma penso che già solo la possibilità andrebbe considerata eventualmente con orrore. Domanda parallela: il Consorzio è un business? Si, ma il business non è il male assoluto. Il Consorzio è business, ma non è cosa grama, anzi! Il soldo è ciò che ci permette di andare avanti, senza denaro è tutta una mera utopia. Con certi limiti, ovvio. Io ad esempio non gradivo negli anni passati il simpatico signore che occupava l'entrata della fiera con le sue macchine pulitrici: "che c'azzecca" con i porri? Non è forse lì che i mercanti sono entrati nel tempio? Quest'anno spero vivamente che le pulitrici (e i caminetti, e altro) non ci siano e che il porro torni al centro della fiera o quantomeno Cervere torni al centro della fiera (ben vengano porri, mele e altri prodotti simili, preferibilmente cerveresi).
Lungo post e confuso, mi rendo conto. Ma l'argomento è ampio e difficile, rendetevene conto. Mi duole il fatto che in troppi non possano rispondere a questi post per motivi di opportunità, perchè un dibattito collegiale sarebbe stato tremendamente utile. Chi può si sforzi, lo scopo è uno e uno solo: il bene del paese.
A Danilun, a cui riconosco il merito di aver introdotto un argomento forte e giusto, chiedo di approfondire la tesi sull'assoggettamento della Fiera alla sola direttiva del business. Probabilmente mi sfugge qualcosa che, chi ha vissuto certi meccanismi dall'interno, nota invece con maggiore sensibilità.


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