09 novembre 2006

La guerra dei porri su La Stampa

Oggi su La Stampa, a firma di Barbara Morra (de La Fedeltà) compare una grossa paginata dedicata alla "Guerra dei porri". In bella mostra 6 belle faccine che tutti conosciamo e nell'articolo la loro opinione. Finalmente, qualche opinione. Evviva. La sensazione che emerge è quella di profondo fastidio: la "gente" (noi) è distaccata dalla diatriba e toni tanto accesi non hanno ancora trovato una motivazione vera che motivi tanto accanimento. Ne scaturisce un forte distacco che spinge ad ipotesi estreme ed al forte disagio di dover subire la cosa.


Secondo Germana Milanesio "è difficile capire qualcosa [...] alla fine parteciperemo a fiera e controfiera e andremo a mangiare i porri sia nel capannone del Comune, sia in quello della Pro Loco". Opinione manifestata da molti, peraltro, bilanciata da quelli che, invece, in giro asseriscono che di tutta risposta alle due fiere proprio non ci porteranno piede (io non ci credo, comunque è un'opinione anche questa). E comunque di fiera a quanto pare ce ne sarà una sola. O almeno credo.


Un altro punto scottante è ben espresso dal buon Masino: "difficile prendere posizione a favore di una parte o dell'altra [...] se esprimi un'opinione, che può sembrare anche soltanto sembrare di appoggio a qualcuno, vieni marchiato a vita. Poi ci va di mezzo l'attività commerciale". Vero, verissimo. Insomma, ancora una volta tra i due litiganti il terzo piange.


L'articolo si chiude con opinioni che ben fotografano il sentore diffuso, dando l'idea della leggenda metropolitana che, tra balla e realtà, anima l'atmosfera di questi giorni: "serve far chiarezza su quanto è stato speso e quanto guadagnato. La gestione della fiera è sempre più un business" (Giuseppe Chiaramello).