09 novembre 2006

Persone e ruoli

C'è un errore di fondo a Cervere. Ditemi se sbaglio. L'errore è quello dell'identificare ruoli e persone, cose che in verità sono profondamente divise e solo occasionalmente coincidenti. Un esempio: quando Franco Graglia è diventato sindaco, si è iniziato a chiamarlo "il sindaco". Così fu prima di lui per Bergesio, prima ancora per Cornaglia, eccetera. Spesso, poi, rimangono "ex-sindaci", come se il ruolo fosse un tatuaggio indelebile. Il ruolo, invece, è come un vestito in prestito. Lo si prende con spirito di sacrificio e lo si posa quando gli eventi o il destino lo richiedono. Ben sapendo che lo prenderà un altro, perchè non è parte integrante della persona ma una cosa esterna, un diritto aperto, uno status fugace.


L'introduzione era solo per anticipare quello che è il pensiero circa le parole della Presidente(ssa) della Pro Loco Anna Rinero: "Ci hanno scippato la fiera, ma noi non abbassiamo la testa". Anna, ti dico la mia pubblicamente, visto che di mormorii ce ne sono già troppi: hai sbagliato 2 volte in questa frase.


Il primo errore è sullo scippo: la fiera non è vostra, non è della Pro Loco. Per quanto amaro possa essere il boccone, la fiera è di Cervere, è un bene di tutti, è un patrimonio che ognuno sente proprio. Voi l'avete fatta con grande merito, e per "voi" intendo Pino Borrelli, Franco Surra e tutti quanti negli anni hanno portato avanti questo progetto con sudore e tempo propri. Ma quello è un ruolo volontario, non implica proprietà. Io ho creato gli Orange e mi son fatto il mazzo per 2 anni con rischi e problemi annessi, ma poi ho mollato quando mi son reso conto che la mia presenza era più di danno che di aiuto. E sebbene mi dispiacesse tremendamente ho dato una mano al mio successore che ora sta svolgendo un lavoro egregio. Questo è il mio pensiero: quel che conta è il progetto, non chi lo porta avanti.


Secondo errore: perchè dovreste abbassare la testa? Non c'è da chinarsi, né da prostrarsi. E' meritevole difendere la propria idea ed il proprio lavoro e le proprie passioni. E' totalmente meritevole. Ciò non significa, però, che si debba operare in contrasto o che la si debba mettere sul personale. Così facendo lasciate gli spazi liberi dalla parte della ragione e vi sedete deliberatamente dalla parte del torto, mentre invece potevate tranquillamente esimervi da questa scelta. Cos'ha quella Fiera del Porro che tutti la vogliono?


La logica vuole che ci sia da una parte il Comune e dall'altra la Pro Loco. Ognuno in paese può impegnarsi dove meglio crede, nel puro spirito di sacrificio che anima questi meritevoli sforzi volontari. La logica vuole che per entrare nella Pro Loco bisogna semplicemente fare una tessera e partecipare alle votazioni, mentre per entrare in comune basta candidarsi e sperare nel voto della gente. La logica vuole che per cambiare le cose si sarebbe dovuti entrare nella Pro Loco (una e unica Pro Loco) e cambiare dal di dentro le cose secondo le proprie forze e le proprie disponibilità. Così non è stato. Qualcosa impediva questa entrata, probabilmente una contigenza di concause interne ed esterne. Così si è arrivati allo scontro face-to-face ed alla situazione odierna. Ora, paradossale, ci troviamo con due Pro Loco. E la cosa non farà del bene a nessuno.



Se metto qui le mie opinioni non è per fare un terzo giornale, ma per stimolare una discussione. Dunque chi ha qualcosa da dire venga pure qui e commenti. Chi invece viene qui solo per leggere, allora vada a leggere gli articoli di Barbara Morra su La Fedeltà che è sicuramente molto più documentata del sottoscritto. Internet non è un giornale, non è una tv. Chi stampa queste pagine per portarle a leggere in giro si senta pure in colpa. Chi non clicca su "commenti" per non uscire dall'anonimato provi una volta tanto ad uscire allo scoperto e ad assumersi le responsabilità delle proprie idee. Proviamo a maturare, tutti assieme, tentando di DISCUTERE e non di litigare. Siamo grandi, ormai...




3 Commenti:

At sabato, 11 novembre, 2006, Blogger danilun said...

Le frasi bisogna sempre saperle interpretare. Mia mamma quando parlava di "noi" intendeva citare anche tutti i presidenti e volontari che l'hanno preceduta. Pino e Franco erano questo. La lotta che noi abbiamo fatto era anche per loro. Non penso che qualcuno avesse pianto se l'amministrazione comunale non fosse riuscita ad organizzare la fiera, mentre posso dirti che pure io ho pianto quando siamo stati costretti a gettare la spugna e a dire che la sagra non si sarebbe svolta. Secondo me questo era il vero significato di questa manifestazione. Un significato che è stato brutalmente calpestato da chi la promuove come semplice business.

 
At sabato, 11 novembre, 2006, Blogger Giacomo said...

"Non penso che qualcuno avesse pianto se l'amministrazione comunale non fosse riuscita ad organizzare la fiera"

Il pianto viene dal cuore. Probabilmente nessuno avrebbe pianto con tanto di lacrime, ma tutti ci saremmo dispiaciuti. Tremendamente dispiaciuti. Senti tutte le campane e te ne accorgerai. Ti ringrazio per essere qui ad esprimere la tua opinione e ti chiedo di farlo sempre, perchè secondo me questi pochi post di dialogo sono gli unici esempi costruttivi in un contesto che è diventato paurosamente assurdo.

Per quanto concernente l'aspetto del business apro un post apposito e spero che potrai dare il tuo contributo. Non sono totalmente in disaccordo con te, ma penso che la cosa vada approfondita. Vado, scrivo e aspetto.

 
At lunedì, 13 novembre, 2006, Blogger danilun said...

Comunque nessuno della Pro Loco ha impedito a nessuno di entrare nel direttivo. Addirittura l'amministrazione comunale ha rinunciato al posto che gli spettava di diritto perchè "...non ci interessa...". Le cose basta chiederle, però nessuno ha voglia di mettersi a lavorare...

 

Posta un commento

<< Home