Festa dei porri 2008: come si è mangiato
Un primo giudizio lo si può dare. Il sentore comune è per un voto decisamente alto, un salto di qualità importante rispetto a tutte le edizioni precedenti. Solo una sensazione? Il sentore personale è il medesimo: a livello culinario la festa ne uscirà molto bene. Ma lascio la parola ad un critico che è andato fin da subito in fiera ed oggi ci ha gentilmente mandato la sua opinione in merito. Badare bene: è una persona abituata ai grandi ristoranti, ed ha dovuto confrontarsi in questo caso con una fiera di paese, senza tutti quegli orpelli che ricamano i soliti luoghi da stellette Michelin. Qui abbiamo messo una papilla gustativa esperta a confronto diretto con il cibo. Questo il risultato:
Per molti versi la professione del critico è facile: rischiamo molto poco pur approfittando del grande potere che abbiamo su coloro che sottopongono il proprio lavoro al nosto giudizio. Prosperiamo grazie alle recensioni negative, che sono uno spasso da scrivere e da leggere, ma la triste realtà a cui ci dobbiamo rassegnare è che nel grande disegno delle cose anche l'opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale.
Ma ci sono occasioni in cui un critico qualcosa rischia davvero: ad esempio nello scoprire e difendere il nuovo. Il mondo è spesso avverso ai nuovi talenti e alle nuove creazioni, al nuovo servono sostenitori!
Ieri sera mi sono imbattuto in qualcosa di nuovo, un pasto straordinario di provenienza assolutamente imprevedibile. Affermare che sia la cena sia il suo artefice abbiamo messo in crisi le mie convinzioni sull'alta cucina è a dir poco riduttivo: hanno scosso le fondamenta stesse del mio essere.
Tornerò presto alla Festa del Porro, di cui non sarò mai sazio
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3 Commenti:
Pluch!!... mi sa che tu il "porro" te lo sei fumato non te lo sei mangiato!!!!
mmmm......
pensa che io al tavolo avevo il cugino di raspelli...
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