Lettera al giovane
Mai dire "i giovani d'oggi", perchè siamo stati tutti "giovani d'oggi". E quando sei giovane spesso vivi una spanna più in alto, voli sulle giornate e non ti curi di quel che dici o fai perchè ti senti padrone del tuo tempo. Per cui non scadiamo nel "ah, questi giovani d'oggi...": ai giovani basta parlare, spiegare, e capiranno.
E' per questo che son qui a scrivere questo post. Perchè è ai giovani che vorrei sussurrare alcune parole nell'orecchio. E' ad ogni singolo giovane di questo paese che vorrei chiedere rispetto per il monumento dei caduti e per l'area che gli Alpini vi hanno dedicato al fondo del paese.
Fiori calpestati, mozziconi di sigarette ovunque, ghiaia proiettata contro la struttura da motorini in sgommata che scavano solchi sul piazzale, cartacce, cestini divelti, panchine rovinate. E tutto ciò sotto i nomi tristi di chi ha lasciato la sua vita per la nostra libertà. Di chi era giovane, ma è dovuto partire senza tornare.
Non lo fate con cattiveria e lo sappiamo tutti. Ma per le cose di tutti serve attenzione. Quell'angolo di Cervere è un piccolo paradiso del silenzio, un omaggio a chi è caduto nell'ecatombe della guerra, un luogo per ricordare e portare rispetto. Sigarette, cartacce e sgommate possono trovare altri posti, altre panchine, altri contesti.
Tu, giovane che leggi questo post, so che capirai. So che alla prossima occasione dirai al tuo amico di scendere di una spanna, appena una spanna, per notare che non è quello il comportamento da tenere. Tu, giovane che leggi questo post e capisci di cosa sto parlando, significa che in testa hai già un seme che germoglia. Parlane ai tuoi amici. E lascia quel piccolo paradiso intatto per chi se l'é già meritato.
Il paese apprezzerà.
Etichette: alpini cervere


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