No,
non è solo un torneo.
Perchè quando pochi mesi prima ti trovi un campo di patate e devi trasformarlo in un campo di pallone, e ci lavori pure la notte con pala e carretta, allora no: non è solo un torneo.
Perché quando decidi di mettere all'angolo la tentazione dei fenomeni da baraccone per tornare a ripristinare l'antico gusto del giocare assieme per la voglia di stare assieme, allora no: non è solo un torneo.
Perchè quando gli spalti si riempiono e la gente è contenta di uscire, trovandosi l'uno affianco all'altro a bere e scherzare su quel che sta succedendo sul rettangolo di gioco, allora no: non è solo un torneo.
Perchè quando i riflettori si accendono e vedi un intero paese attorno ad uno stesso obiettivo, allora no: non è solo un torneo.
Sarebbe ridicolo chiamarlo solo "torneo". Quello che gli Orange hanno
organizzato è molto di più. Giocatori, arbitro, volontari, pubblico e passanti sono tutti attori di
una delle più belle pagine sociali che Cervere sta vivendo e scrivendo da qualche anno a questa parte.
E ieri sera c'è stata solo la prima puntata.
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